EURO 2021: #24 UNGHERIA

Salve cari lettori! Io sono Samuele e in questa rubrica vi parlerò delle 24 nazionali che parteciperanno alla fase finale del campionato europeo quest’estate.

 

GUIDA ALL’EUROPEO: UNGHERIA

 

Probabile formazione (3-5-2): Gulácsi; Orban, At.Szalai, Lang; Lovrencsics, Nagy, Kleinheisler, Sigér, Fiola; Ad.Szalai, Holender

 

Ultimo appuntamento di questi approfondimento è la cenerentola del gruppo F; l’Ungheria. Capitata in un vero è proprio girone dell’inferno cercherà di sorprendere con un calcio comunque propositivo. Dopo una qualificazione raggiunta al cardiopalma con lo spareggio contro l’Islanda, gli ungheresi arrivano all’Europeo potendo ospitare anche due partite alla Puskas Arena di Budapest. Questo può essere un punto di forza oltre al fatto di poter passare come terza: dovesse solo anche prendere tre punti può sognare un passaggio del turno miracoloso. Non è comunque una selezione da sottovalutare, avendo anche buoni punti di forza.

 

IL COMMISSARIO TECNICO: MARCO ROSSI

Un tocco di azzurro c’è anche nella selezione ungherese. Il CT, infatti, è Marco Rossi che da anni calca i campi ungheresi dove è riuscito a vincere anche un campionato con l’Honved. In carica dal 2018 è riuscito a ottenere buoni risultati nelle due Nations League ma anche una qualificazione sofferta ai playoff contro Bulgaria e Islanda. Il girone penalizza la sua squadra ma è riuscito in questo biennio a dare un’identità chiara alla sua squadra basata su un 3-5-2 compatto in zona difensiva e tratti capace di inventare davanti. Molto elogiato in Ungheria, Marco Rossi ha dato continuità al discreto europeo del 2016.

 

PORTIERI

In porta la pesante eredità di Király è stata raccolta ottimamente da Peter Gulácsi, portiere del Lipsia fra i meno battuti d’Europa in questa stagione e uno dei top player di questa Nazionale. Nessun dubbio anche su Dénes Dibusz, portiere del Ferencvaros messosi in mostra anche in Champions e secondo affidabile di esperienza. Un po’ a sorpresa è stato lasciato fuori Balázs Toth, giovane promessa della Puskas Akademia, per premiare Ádám Bogdan, l’esperto ex Liverpool che negli ultimi sei mesi ha trovato dello spazio al Ferencvaros facendo rifiatare Dibusz.

 

DIFENSORI

Per la difesa a tre c’è un altro giocatore del Lipsia come principale riferimento, ovvero Willi Orban, cannoniere atipico dei magiari nelle qualificazioni con 3 gol. A suoi lati dovrebbero agire Attila Szalai, classe ‘98 del Fenerbahce che ha sorpreso per rendimento non solo in Turchia ma precedentemente fin dai tempi dell’Apollon Limassol, e Ádám Lang, giocatore con un lungo passato in Francia e ora all’Omonia Nicosia. La principale alternativa sarà Ákos Kecskes del Lugano, proveniente dal settore giovanile dell’Atalanta e dotato di un fisico imponente. Nel lotto dei centrali si fa spazio anche Loïc Nego, un francese naturalizzato del Fehervar che può fungere anche da terzino in una difesa a 4.

 

ESTERNI

Sugli esterni come cursore a tutta fascia a destra ci sarà l’esperto Gergö Lovrencsics che nel Ferencvaros risulta come uno dei giocatori di maggior livello. A sinistra è aperto un ballottaggio a più nomi ma Attila Fiola del Fehervar dovrebbe prevalere viste la sua caratteristiche più difensive. Le alternative a lui sono Kevin Varga, esterno d’attacco di un deludente Kasimpasa in Turchia, il numero 10 Tamás Cseri reduce da una stagione importante con il Mezökovsed che gli ha permesso di ottenere le prime presenze nonostante i 33 anni, e Szabolcs Schön, giovane promessa del 2000 che aveva infiammato il mercato salvo poi scegliere la MLS e approdare a Dallas pochi mesi fa. A destra, invece, le altre soluzioni sono molto difensive con Endre Botka che si alternerà a Lovrencsics come fa nel Ferencvaros, e Béndeguz Bolla che avrà un ruolo defilato essendo giovane e con poca esperienza. Fuori a sorpese Barnabás Bese che ha faticato in Belgio così come gli esperti Kádár e Korhut, i quali si sono un po' persi nel calcio orientale.

 

CENTROCAMPISTI

Il reparto di centrocampo avrebbe dovuto vedere la stella di Dominik Szoboszlai brillare come principale insidia per le giganti del girone. Invece dal suo arrivo al Lipsia a gennaio sono state 0 le presenze a causa di un grave infortunio. Prevarrà, quindi, la sostanza con Lászlo Kleinheisler in mediana pronto a fare anche da regista arretrato come nell’Osijek. A suoi lati per fare legna e provare qualche inserimento dovrebbero agire Ádám Nagy, ex Bologna ora in forza al Bristol City, e David Sigér, tra i più eccellenti del Ferencvaros in Champions. La coperta per il resto è corta con Andras Schäfer del Dunajska Streda a dare una soluzione più offensiva (fuori il suo compagno Zsolt Kalmár) così come per il trequartista puro Dániel Gazdag, anche lui in MLS con il Philadelphia Union. Rimane escluso Máté Pátkai, esperto mediano del Vasas.

 

ATTACCANTI

In attacco come numero 9 dovrebbe iniziare Ádám Szalai del Mainz, il quale ha trovato poco spazio con il club tedesco ma rimane sempre un punto fermo in Nazionale. Chi sembra aver trovato finalmente una dimensione dopo tanto pellegrinare è Filip Holender che agirà da seconda punta al suo fianco: 9 gol e 4 assist con il Partizan quest’anno. Prima alternativa è sicuramente l’ex Palermo Roland Sallai che nel Friburgo ha trovato buone sensazioni soprattutto da ala destra. Stesso discorso per Roland Varga del MTK Budapest mentre è una valida soluzione anche quella di Nemanja Nikolics, centravanti giramondo tornato in patria al Fehervar e sempre garante di prestazioni di sacrificio. La novità dell’ultimo minuto è rappresentata da János Hahn, punta del Paksi che collezionato 24 gol stagionali meritandosi la chiamata di Rossi. Esclusa la leggenda Dzsudzsák, ormai in declino, così come l’esterno d’attacco Dominik Nagy, ritenuto inadattabile in qualsiasi modo al 3-5-2 del tecnico italiano.

 

Questa è l’Ungheria, nazionale da tenere d’occhio, perché può veramente regalare sorprese, ma anche da tifare vista anche la sfumatura d’azzurro che la contorna. Sarà una Nazionale presa alle strette, sempre attaccata, priva del suo miglior giocatore, che darà battaglia fino all’ultimo secondo per difendere il fortino di Budapest, il cui nome è stato preso da Ferenc Puskas, il leggendario centravanti riferimento di ogni bambino col sogno del calciatore di tutta l’Ungheria, e non solo.

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