EURO 2021: #22 PORTOGALLO

Salve cari lettori! Io sono Samuele e in questa rubrica vi parlerò delle 24 nazionali che parteciperanno alla fase finale del campionato europeo quest’estate.

 

GUIDA ALL’EUROPEO: PORTOGALLO

 

Probabile formazione (4-2-3-1): R.Patricio; Cancelo, Pepe, R.Dias, Guerreiro; D.Pereira, S.Oliveira; B.Silva, B.Fernandes, D.Jota; Ronaldo

 

Altra grande protagonista del gruppo F è la squadra campione in carica, il Portogallo. Uno squadra dalle grandissime potenzialità, giovane e con grandi campioni che formano un gruppo più forte forse di quello del miracolo di Parigi nel 2016. I portoghesi arrivano forti dopo aver vinto la prima Nations League della storia e avendo ottenuto la qualificazione dietro a uno sorprendente Ucraina. Questa compagine può sperare nel bis così come il suo condottiero, lo storico CT Fernando Santos.

 

IL COMMISSARIO TECNICO: FERNANDO SANTOS

In carica da dopo il deludente Mondiale 2014, è entrato nella storia regalando al Portogallo i trionfi mai arrivati prima. Grandissimo il suo utilizzo dei campioni come Ronaldo e Pepe coadiuvato a una sapiente gestione dei giovani talenti, lanciati al punto giusto e preservati dalle grandi pressioni. Il sistema di gioco preferito è il 4-2-3-1 che in base ad alcune interpretazioni di giocatori polivalenti può disassarsi in un 4-3-3 veloce e imprevedibile. Garantita esperienza dietro ed estro fantasioso davanti sono la chiave dei successi di Fernando Santos come CT e saranno anche le caratteristiche del suo Portogallo a questo Europeo.

 

PORTIERI

In porta è confermata la presenza di Rui Patrício che dopo una stagione in chiaroscuro coi Wolves dovrebbe comunque avere il posto da titolare come da anni a questa parte. A 33 anni sono 93 le presenze in Nazionale e rimarrà per sempre ricordato come il campione d’Europa. L’eterno secondo, ma meritevole sicuramente di maggior minutaggio è Anthony Lopes che con il Lione si mette sempre in mostra con parate spettacolari e spesso decisive. Come terzo portiere la concorrenza è stata spazzata via da Rui Silva, colonna portante del sorprendente Granada delle ultime due stagioni, che ha vinto il ballottaggio con José Sá, dominatore assoluto in Grecia con il suo Olympiacos.

 

DIFENSORI

Per il reparto arretrato a sorprendere non sono tanto le scelte ma quanto il numero. La coperta è un po’ corta con soli tre centrali. Con tutta probabilità sarà la coppia Pepe-Rubén Dias quella titolare. Il primo si sta mantenendo su grandi livelli anche al Porto mentre il secondo ha avuto un impatto devastante sulla Premier trascinando il City e venendo premiato come Player of the season. Dietro a loro ma sempre pronto è José Fonte, infinito e campione di Francia a 37 anni con il Lille. A sinistra sarà Raphaël Guerreiro a partire dall’inizio: il funambolico terzino del Borussia Dortmund è molto attivo in zona offensiva e gli 11 assist in Bundesliga ne sono la dimostrazione. Stuzzicante è anche la sua riserva Nuno Mendes, classe 2002 tra i più giovani del torneo che infiammerà il mercato estivo visto il suo contributo determinante al titolo vinto dallo Sporting Lisbona. È stato preferito a Mário Rui del Napoli, profilo con maggiore esperienza, molto concreto ma poco spettacolare. A destra è in calo Nélson Semedo che con i Wolves ha faticato, così nessuno potrà togliere il posto a João Cancelo che con il Manchester City è stato fondamentale anche dal punto di vista tattico. L’unico che poteva impensierirli è Ricardo Pereira, che però ha avuto troppi problemi fisici con Leicester in questa stagione. Tra i centrali sono da sottolineare le assenze di Domingos Duarte del Granda e di Rubén Semedo dell’Olympiacos, i più utilizzati tra quelli assenti.

 

CENTROCAMPISTI

Se in difesa c’è carenza numerica non si può dire lo stesso del centrocampo. Tra i tanti profili di qualità, quello imprescindibile di quantità è Danilo Pereira del PSG, che sarà il mediano titolare e uno dei potenziali difensori centrali di emergenza. Al suo fianco, superando i due dei Wolves Rubén Neves (profilo dalle uniche capacità balistiche e di regia) e João Moutinho (grande veterano con 130 presenze), dovrebbe partire da titolare Sérgio Oliveira. Il centrocampista del Porto è maturato tardi ma è stato il cardine del grande Porto di Sérgio Conceição, con 20 gol e 7 assist in tutte le competizioni. Il più giovane campione d’Europa della scorsa spedizione era Renato Sanches che si è guadagnato la convocazione a suon di dimostrazioni convincenti accumulate con il Lille. Oltre al classe ‘97 gli altri due mediani sono William Carvalho, in calo vertiginoso con il Betis avendo perso il posto a causa di Guardado, e João Palhinha, altra meteora esplosa tardi ma importante per lo Sporting. L’esclusione più dolorosa riguarda la leggenda del Benfica, Pizzi per la prima volta in difficoltà così come tutta la squadra guidata da Jorge Jesús.

 

ATTACCANTI

Di abbondanza ce n’è anche davanti ma ad illuminare la scena sarà sempre la figura di Cristiano Ronaldo. Per lui 103 gol col Portogallo, a caccia del recordi di Ali Daei fermo a 109 come miglior marcatore di sempre per le Nazionali. Infinito il giocatore della Juve che ha contribuito alla qualificazione con 11 gol in 8 presenze. Dovrebbe agire da prima punta con alle spalle Bruno Fernandes, mattatore del Manchester United con il quale ha registrato numeri paurosi in solo un anno e mezzo. A sinistra sono in rialzo le quotazioni di Diogo Jota che dal passaggio al Liverpool ha alzato ulteriormente il suo rendimento, mentre a destra ci sarà Bernardo Silva, pupillo di Guardiola che può fare anche la mezzala di un centrocampo a 3 o il trequartista. Prima alternativa di lusso sarà sicuramente João Félix: il classe ‘99 dell’Atletico Madrid ha un potenziale non quantificabile e ha contribuito con 10 gol stagionali alla causa dei Colchoneros. Altro nome chiamato in extremis è Pedro Gonçalves, fiore all’occhiello dei Leoes vincitori in Portogallo con 23 gol, che può giocare da esterno sinistro o trequartista. Sugli esterni da sottolineare anche le candidature di Rafa Silva e Gonçalo Guedes, entrambi fantasiosi ma più indietro nelle gerarchie. L’unica prima punta vera nel roster è André Silva, entrato nella sua storia dell’Eintracht dopo una sola stagione grazie ai suoi 28 gol in Bundesliga. Rimane fuori Paulinho così come gli esterni Podence, impatto nullo ai Wolves, e Trincão, dimostratosi acerbo per il Barça.

 

Questo è dunque il Portogallo, terra di grandi campioni ed espressione del divertimento nel gioco del calcio. L’augurio è che come sempre il loro gioco sia spettacolare e perché non pensare ad un doppietta che proietterebbe questa generazione tra l’Olimpo delle più grandi di sempre nella storia del nostro sport preferito.

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