EURO 2021: #17 SPAGNA

Salve cari lettori! Io sono Samuele e in questa rubrica vi parlerò delle 24 nazionali che parteciperanno alla fase finale del campionato europeo quest’estate.

 

GUIDA ALL’EUROPEO: SPAGNA

 

Probabile formazione (4-3-3): Unai Simón; Alba, P.Torres, Laporte, Azpilicueta; Busquets, M.Llorente, Thiago; Olmo, G.Moreno, F.Torres

 

Arriviamo al Gruppo D dell’Europeo dove la testa di serie è la Spagna. La nazionale iberica è in grande ripresa dopo gli ultimi tre tornei internazionali che hanno regalato brutte delusioni. La strada intrapresa, mantenendo le tradizioni e rinforzandole con nuova linfa, sembra la migliore ed è stata caratterizzata da buoni risultati nell’ultimo biennio. Magari non è la favorita numero uno ma il calcio che può esprimere è di altissimo livello così come i giocatori. Nel girone ci saranno le insidie Svezia e Polonia ma anche il vantaggio di giocare tutte le partite a Siviglia.

 

IL COMMISSARIO TECNICO: LUÍS ENRIQUE

È riuscito ad infondere una vera e propria rivoluzione dopo la parentesi negativa di Lopetegui che non aveva raddrizzato la situazione creatasi a fine ciclo di Del Bosque. Ha confermato il 4-3-3 lanciando però nuovi interpreti in tutti i ruoli provando anche diversi adattamenti. È il profilo giusto per raggiungere l’espressione massima del calcio spagnolo e lo ha dimostrato superando le difficoltà trovando nuovi giocatori e dando loro fiducia nelle partite fondamentali. La qualificazione è arrivata con un percorso tranquillo di 8 vittorie e 2 pareggi. Successivamente è arrivata anche la vittoria del gruppo di Nations League che ha portato le furie rosse alle finali del prossimo ottobre. Una Nazionale in ripresa, piene di sorprese e soprattutto molto talentuosa.

 

PORTIERI

Nella lista di Luís Enrique ci sono scelte forti e una di queste è affidare il numero 1 a Unai Simón, portiere dell’Athletic Bilbao che scalato le gerarchie imponendosi da titolare sfruttando il periodo non proprio splendente per la categoria spagnola. Ha rimpiazzato Kepa Arrizabalaga, il portiere più pagato di sempre, prima nel club e poi nella Nazionale, con grandi prestazioni e trofei vinti. Il classe ‘97 nelle ultime uscite è stato preferito a David de Gea del Manchester United, che in lista c’è come secondo e che ha perso il posto da titolare fisso nel club a discapito di Dean Henderson. Troppo altalenante l’estremo difensore dei Red Devils. In extremis, facendo fuori il già citato Arrizabalaga e Pau López, anche lui discontinuo alla Roma, ce l’ha fatta Robert Sánchez, che col Brighton ha disputato una stagione sorprendente aiutando il team nel raggiungere una salvezza tranquilla, subendo pochi gol e costringendo all’addio uno come Mathew Ryan.

 

DIFENSORI

Le sorprese non mancano neanche nel reparto arretrato. Spicca l’assenza di Sergio Ramos che ha avuto troppi problemi fisici in questa stagione per entrare tra i 24. Ecco, quindi, la chiamata per Aymeric Laporte, fresco di addio alla Francia e subito lanciato da Luís Enrique. Con lui il compagno al Manchester City Eric García. Il classe 2001 nonostante le poche presenze offre comunque buone garanzie rispecchiando le caratteristiche del centrale spagnolo per eccellenza: eleganza e piedi educati spiccano su tutto. L’unico certo del posto da titolare è Pau Torres, classe ‘97 che al fianco di Ramos in Nazionale e di Albiol nel Villarreal, è cresciuto alla grandissima risultando determinante nella cavalcata del Submarino amarillo in Europa League e guidando la Spagna da unico giocatore onnipresente nell’ultima Nations League. Più defilato ma ugualmente importante vista la sua polivalenza è Diego Llorente, che agli ordini del Loco al Leeds United quest’anno avuto problemi fisici ma si è ben adattato. Per il ruolo di terzino sinistro l’istituzione è Jordi Alba, che ha risolto le divergenze col CT ed è tornato in Nazionale più decisivo che mai visti i 15 assist stagionali col Barça. In sua assenza si è ben comportato anche José Gaya, uno dei pochi a salvarsi nella turbolenta stagione del Valencia, garanzia lì a sinistra e preferito a Reguilón del Tottenham e Bernat del PSG. Quasi uno shock la decisione a destra: convocato solo César Azpilicueta di ruolo. Il capitano del Chelsea torna in Nazionale dopo una stagione di cuore e sostanza agli ordini di Tüchel e fa fuori nomi come Jesús Navas del Siviglia (2 gol e 1 assist nelle qualificazioni) e Dani Carvajal del Real Madrid. Fuori anche Sergi Roberto del Barça e l’interessantissimo Pedro Porro, grande arma dello Sporting campione di Portogallo.

 

CENTROCAMPISTI

In mezzo al campo le esclusioni illustri non possono mancare ma i selezionati farciscono di qualità uniche il centrocampo spagnolo. In mediana si alterneranno Sergio Busquets e Rodri: il secondo considerato l’erede del primo, entrambi plasmati da Guardiola e ora tra i migliori al mondo nel ruolo. Lasciato fuori nonostante la grande stagione alla Real Sociedad è stato Mikel Merino, l’unico che poteva insidiare questo poderoso duo. Come mezze ali entrano il funambolico Marcos Llorente, esploso sotto Simeone e autore di 13 gol e 12 assist stagionali con i Colchoneros, e Thiago Alcantara, che col Liverpool sembra in ripresa dopo un fisiologico periodo di adattamento al calcio inglese. Le alternative non mancano e sono qualitative: Fabián Ruiz è il pupillo del CT e grazie alle sue prestazioni col Napoli non è mai stato in dubbio, così come Pedri, 2002 vero e proprio gioiello del Barcellona che arrivato dal Las Palmas si è imposto subito con una maturità innaturale. Sorpassato il compagno di squadra Saúl, in lista c’è anche Koke dell’Atletico, meno incisivo dei primi anni di carriera ma comunque unico per sacrificio e proprietà di palleggio. Merita sicuramente una menzione Sergio Canales, trascinatore del Betis autore della sua miglior stagione ma lasciato fuori da Luís Enrique come altri giocatori di immenso talento ma in grande difficoltà come Ceballos e Isco.

 

ATTACCANTI

Arriviamo al reparto avanzato che in patria desta non poche preoccupazioni. Si dice infatti che la Spagna è priva di un bomber vero e proprio. La verità è che passano in secondo piano i numeri di un sorprendente Gerard Moreno, esploso tardi ma autore di 62 gol nelle ultime tre stagioni di Villarreal con un rendimento perennemente a salire. In alternativa c’è comunque Alvaro Morata, ritrovatosi nella sua Juventus con una stagione positiva o almeno sopra la media della maggior parte della squadra. Come punta centrale è stato escluso Paco Alcácer, mentre il grande assente è sicuramente Iago Aspas, bandiera ormai del Celta Vigo con 27 tra gol e assist anche in questa stagione. Molto interessante è la batteria di esterni, giovane e molto talentuosa. A sinistra il titolare probabilmente sarà Dani Olmo, inamovibile anche per il Lipsia, classe ‘98 con piedi da grande trequartista. Parte leggermente favorito su Mikel Oyarzabal, simbolo della Real Sociedad alla ricerca della consacrazione anche a livello internazionale (4 gol tra qualificazioni e ultima Nations League). A destra ci sono tre profili dalle caratteristiche specifiche: il giovane Ferran Torres, dal mancino prelibato ed educato a jolly offensivo da Guardiola alla prima stagione al City quest’anno, il più esperto Pablo Sarabia, sempre titolare tra i grandi campioni del PSG, e Adama Traoré, reduce da una stagione flop coi Wolves ma dotato di enorme forza fisica e velocità esplosiva. Tra gli esterni la grande mancanza è quella di Ansu Fati. Il talentino del Barça non ha recuperato dal grave infortunio e rimane fuori come Asensio e Suso, che avevano dato il loro contributo senza ottenere continuità nell’arco della stagione. Rimane fuori come punta centrale anche Rodrigo, che ha mal digerito il passaggio al Leeds rimanendo dietro a Bamford nelle gerarchie.

 

Questa dunque la Spagna, pronta con i suoi giovani terribili ad affrontare un Europeo non facile ma che può dare fiducia alle Furie Rosse in un periodo di convalescenza e rivoluzione. L’età media è molto bassa, sono pochissimi i reduci dai grandi tronfi dello scorso decennio, e per la prima non ci saranno giocatori del Real Madrid convocati. Una Spagna unica, pronta a candidarsi prepotentemente.

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